Congiusta-La teste accusa un malore e l’audizione salta di nuovo

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gianluca congiusta

Ha avvertito un malore mentre stava raggiungendo il sito riservato e il servizio di protezione centrale ha dovuto richiedere assistenza ad un’autoambulanza.

Annunziata Di Cosola, la moglie del pentito Giuseppe Costa, ieri si stava recando nel luogo individuato dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, per testimoniare nel processo bis a carico del cognato, Tommaso Costa, accusato dell’omicidio dell’imprenditore sidernese Gianluca Congiusta. Come accaduto prima delle pausa estiva, anche questa volta la Di Cosola per motivi di salute non ha testimoniato, obbligando il presiedente della Corte, Roberto Lucisano, a riconvocarla per il 29 settembre nella speranza che la terza volta sia quella buona. La sua deposizione è stata chiesta e ottenuta dai pg Domenico Galletta e Antonio De Bernardo. Per l’accusa, così come per i legali di parte civile Giuseppe Sgambellone e Geppo Femia, è fondamentale che la donna chiarisca molte circostanze. Lei, moglie dell’ex boss di Siderno, ora collaboratore di giustizia, intercettata insieme al marito confida di avere paura perchè il cognato Tommaso «è capace di fare qualsiasi cosa» ed è in pena soprattutto per la vita di sua figlia Lucia. Tutto ciò emerge a chiede leggere nella perizia depositata il 9 luglio scorso. Perizia in cui appunto viene messo nero si bianco tutto il timore della donna. È il 22 aprile del 2013, siamo nel carcere di Prato, dopo alcuni minuti di saluti e domande varie la DiCosola non ce la fa più e dice al marito di avere paura per la vita della figlia Lucia. Ma perchè? Dalla conversazione emergerebbe che Tommaso Costa ha dettato una lettera alla nipote Lucia che a sua volta doveva consegnarla al padre, fratello dell’imputato. La Di Cosola quindi dovrà dire alla Corte non solo il perchè dei suoi timori, ma soprattutto il contenuto di quella missiva scritta dalla figlia su costrizione dello zio Tommaso. Costa, dopo aver rimediato due ergastoli per il delitto si è visto annullare, con rinvio ad un’altra sezione dell’Assise, la condanna. Il processo quindi è stato aggiornato a fine mese nella speranza che Annunziata di Cosola salga finalmente sul banco dei testimoni.

Angela Panzera

Fonte: il garantista