Sette arresti per concussione e estorsione elettorale Tra gli indagati l’ex assessore regionale Trematerra

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CATANZARO, 07 LUGLIO 2015 – Il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto ed il sostituto Pier Paolo Bruni, titolari dell’inchiesta “Acheruntia” sfociata stamani nell’emissione di 7 ordinanze di custodia cautelare, avevano chiesto l’arresto di Michele Trematerra, ex assessore all’Agricoltura della Regione Calabria indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, ma il Gip non lo ha concesso.

A carico dell’esponente politico, tuttavia, sono formulate dallo stesso Gip accuse pesanti riportate nell’ordinanza.

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“E’ pacifico che gli eloquenti elementi investigativi delineano in modo assolutamente nitido ed evidente l’immagine, invero desolante, di un politico che – scrive il magistrato – ha intessuto una stabile e assolutamente deprecabile relazione di cointeressenza con il coindagato Angelo Gencarelli (compagno politico di partito e notoriamente soggetto legato a contesti illeciti) nella perfetta consapevolezza di piegare le sue funzioni politiche agli interessi personalistici del Gencarelli”. Secondo l’accusa, Trematerra in cambio dell’appoggio elettorale fornito dagli affiliati al clan avrebbe favorito l’azienda boschiva della famiglia Gencarelli attivandosi per fargli ottenere autorizzazioni per lo sfruttamento di aree boschive, bloccando una sanzione amministrativa nei confronti della stessa societa’ e inserendo Angelo Gencarelli all’interno del dipartimento Agricoltura e sua moglie nella segreteria del capogruppo dell’Udc in consiglio regionale, Alfonso Dattolo.

Secondo il gip, appare evidente che Trematerra abbia “abusato del proprio potere istituzionale” per favorire Gencarelli e la sua famiglia, ma tali condotte sarebbero state commesse “per avvantaggiare il singolo e non l’associazione di cui lo stesso e’ partecipe”. Tuttavia, scrive sempre il gip nel l’ordinanza, il quadro indiziario “non esclude e non sminuisce il degrado morale e lo squallore di una vicenda in cui l’uomo politico tradendo gli elettori e l’intera popolazione calabrese non esita a sviare i propri poteri dai fini istituzionali, anteponendo il soddisfacimento di interessi personalistici del singolo beneficiario di turno a discapito del perseguimento del bene comune. Significativa – prosegue ancora il gip – appare la vicenda di Gencarelli che conservava il proprio posto anche e soprattutto a fronte di resistenze dei membri dell’apparato che osteggiavano il mantenimento dell’incarico da parte di un soggetto (Gencarelli) inadatto a ricoprire il ruolo rivestito e che non svolgeva neanche le funzioni connesse all’incarico cui era preposto disertando il posto di lavoro e preoccupandosi di utilizzarlo solo come strumento per soddisfare i propri interessi”.

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Il gruppo criminale colpito dall’operazione dei carabinieri di Cosenza con l’operazione “Acheruntia” imponeva e l’uso di slot machines truccate, che non erano collegate alla rete ufficiale e pertanto non c’erano, praticamente, possibilita’ di vincita per chi giocava. Le investigazioni, infatti, hanno evidenziato anche, oltre ad una serie di estorsioni e reati di usura ai danni di imprenditori e commercianti, l’imposizione fatta a vari commercianti per l’installazione nei loro locali di slot-machines e videopoker forniti da una societa’ di riferimento della cosca Lanzino-Rua’. Lo ha riferito stamattina, in relazione agli arresti effettuati nel corso dell’operazione “Acheruntia”, il tenente colonnello Vincenzo Franzese, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Cosenza. Uno dei principali indagati,

Angelo Gencarelli, intercettato, fa inoltre riferimento al possesso di diverse armi, detenute illegalmente, che sarebbero state utilizzate per minacce ed estorsioni, ma che non e’ stato possibile trovare e sequestrare. In merito al condizionamento dell’attivita’ del Comune, il comamdante provinciale dell’Arma, colonnello Giuseppe Brancati ha spiegato che “riguardo l’attuale amministrazione comunale non e’ stato raccolto alcun elemento di rilievo penale. E’ chiaro che l’azione che e’ stata svolta negli anni passati – dice Brancati – potrebbe aver minato la macchina amministrativa e quindi e’ possibile che in futuro si faccia un accesso al Comune, ma sono valutazioni che deve fare l’autorita’ prefettizia”.(Agi)