Omicidio Congiusta: confermato l’ergastolo a Tommaso Costa, ridotta a 15 anni la pena per Giuseppe Curciarello

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Omicidio Congiusta: confermato l’ergastolo a Tommaso Costa, ridotta a 15 anni la pena per Giuseppe Curciarello

“Giustizia è fatta”: questa la battuta a caldo di Mario Congiusta, padre di Gianluca, ucciso in un agguato di ‘ndrangheta a Siderno, dopo la lettura della sentenza di secondo grado con la quale e’ stata confermata la condanna all’ergastolo per il boss Tommaso Costa.


Mario Congiusta era in aula con la moglie e le due figlie.
Nel momento della lettura del dispositivo della sentenza, una delle due figlie ha avvertito un malore udendo la parola assoluzione che però era riferita solamente ad alcuni capi d’imputazione per Giuseppe Curciarello.
“Voglio ringraziare tutta quella parte di società civile e di associazionismo – ha detto ancora Mario Congiusta – che mi hanno sostenuto in questa difficile prova”.
“Ho deciso di mettere questa cravatta – ha proseguito Congiusta, che indossava una cravatta verde – perché nutro la speranza che ci sia qualcuno, in questo nostro Paese, in grado di intervenire una volta e per sempre per bloccare la continua mattanza che si verifica nella nostra terra ad opera della ‘ndrangheta”.

I giudici della Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria hanno confermato la condanna all’ergastolo nei confronti del boss Tommaso Costa, imputato nel processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta, assassinato a Siderno in un agguato di ‘ndrangheta il 24 maggio del 2005. Ridotta da 25 a 15 anni la condanna per associazione mafiosa per Giuseppe Curciarello. Il sostituto procuratore generale, Francesco Mollace, aveva chiesto la conferma delle due condanne. La sentenza di primo grado per l’omicidio di Gianluca Congiusta era stata emessa nel dicembre 2010 dai giudici della Corte d’assise di Locri.
Gianluca Congiusta, commerciante di telefonia mobile, venne ucciso a Siderno il 24 maggio del 2005 con un colpo di fucile da caccia sparatogli al volto.
Movente dell’omicidio, secondo quanto è emerso dalle indagini svolte dalla Dda di Reggio Calabria, il tentativo di Congiusta di sventare una tentata estorsione ai danni del suocero, Antonio Scarfò, di Siderno.

Fonte: scirocco e venti del sud

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