Con Zagrebelsky, Saviano, Eco e Pisapia per rifondare la politica

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Con Zagrebelsky, Saviano, Eco e Pisapia per rifondare la politica

Ci saranno anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il garante di LeG Umberto Eco, la costituzionalista Lorenza Carlassare e la filosofa Roberta De Monticelli alla presentazione del manifesto Dipende da noi che si terrà lunedì 12 marzo al teatro Smeraldo di Milano in piazza XXV aprile 10 alle 20.30 (ingresso libero dalle 19.00).

L’incontro sarà aperto dalla lettura del manifesto da parte di Lella Costa e dopo un intervento della presidente Sandra Bonsanti parleranno Gustavo Zagrebesky e Roberto Saviano. Durante la manifestazione interverrà anche il sindaco Pisapia.

Sono previsti collegamenti in diretta con l’Infedele di Gad Lerner e ci saranno dirette streaming vid eo con Repubblica tv e Radio Popolare. Il compito di condurre la serata è affidato a Concita De Gregorio.

Con questa prima presentazione del testo di Zagrebelsky che ha già raccolto 40mila firme e migliaia di commenti sul sito di LeG, l’associazione si propone l’obiettivo di cominciare a dar voce al grido di dolore dei cittadini che chiedono ai partiti di ritrovare il loro ruolo fondamentale nel sistema democratico, troppo spesso offuscato da interessi particolari, da forme diffuse di corruzione, di scarsa trasparenza, di distacco e indifferenza per le voci della società civile: voci che chiedono con insistenza buona politica e che non possono essere bollate e marginalizzate col marchio del l’antipolitica.
Dunque un appello ai partiti perché colmino quella distanza che secondo tutti i pronostici potrebbe portare a un’astensione drammatica e mai sperimentata prima in Italia al momento del voto.
Infine la manifestazione affronterà anche il nodo delle riforme istituzionali e elettorale riproponendo l’iter raccomandato dal presidente onorario di LeG Zagrebelsky: prima una nuova legge elettorale, poi col futuro parlamento eletto e non nominato le modifiche della costituzione che fossero ritenute necessarie.
LeG ritiene che l’attuale carta ci ha protetto in questi anni da derive populiste e demagogiche che forse troppo spesso oggi si tendono a dimenticare.