Frode milionaria a San Luca

Print Friendly

La Guardia di Finanza ha segnalato alla Corte dei Conti la cooperativa “Valle del Bonamico”
Frode milionaria a San Luca
Le serre finanziate con i fondi della Comunità europea non sono state ultimate


di GIOVANNI VERDUCI

SIDERNO – Con i soldi ottenuti dalla Comunità europea avrebbero dovuto realizzare alcune serre, ma i lavori non
sarebbero mai stati portati a termine e, quindi, gli uomini della Guardia di finanza hanno provveduto a segnalare alla Corte dei conti ed alla Regione Calabria l’ennesima frode.


Questa volta, però, sotto la lente d’ingrandimento degli uomini delcolonnello Alberto Reda e del tenente Ferdinando Mazzacuva, (rispettivamente comandante provinciale delle Fiamme gialle e della compagnia di Locri), è finito l’operato della “Valle del Bonamico”: la cooperativa di San Luca, specializzata nella produzione dei piccoli frutti, che venne creata dall’ex vescovo della diocesi di Locri – Gerace, Giancarlo Bregantini.
L’attività di indagine compiuta dai militari della Guardia di finanza della compagnia di Locri, che era stata avviata nel primo semestre dello scorso anno, ha portato alla segnalazione agli organi regionali e comunitari per il recupero delle somme, pari a 1.375.000,00 di euro, nonché alla Corte dei Conti per il conseguente danno erariale.
La scoperta è stata effettuata dagli uominidel colonnello Alberto Reda nel corso dei normaliservizi d’istituto,volti all’assolvimento delle funzioni di polizia economico-finanziaria a tutela del bilancio dell’Unione Europea.
Nell’ambito di queste verifiche,
poi, i finanzieri della Compagnia di Locri hanno avviato un’attività di controllo nei confronti di della società cooperativa di San Luca esercente l’attività di colture frutticole.
«La società – spiegano gli investigatori della Guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria – risultava aver percepito aiuti comunitari sottoforma di finanziamenti nell’ambito dei Fondi Strutturali – Feoga Sezione Orientamento – facenti parte del Por asse IV 2000- 2006 – misura 4.5 (e perciò percepiti a norma del Regolamento della Comunità economica europea 1257/99)».
«Gli investimenti – proseguono i militari – riguardano leopereche consentono di migliorare la struttura aziendale,
destinate a creare effetti positivi sia sotto il profilo strettamente economico che sotto il profilo ambientale.
Lamisura interviene a monte della filiera produttiva al fine di migliorare le caratteristiche strutturali, produttive e qualitative delle aziende agricole e dei prodotti agricoli di base in un’ottica di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile. È finalizzata al rafforzamento di singoli comparti produttivi di base esistenti e potenziali localizzati sull’intero territorio regionale ».
«L’attività di accertamento, durata quasi un anno – spiegano infine le Fiamme Gialle –
ha permesso di rilevare il mancato rispetto degli impegni in relazione ai quali la società ha ricevuto i benefici comunitari.
Per alcuni beni strumentali oggetto di finanziamento,
inoltre, non sono stati rispettati i vincoli temporali della destinazione d’uso».

L’APPROFONDIMENTO

Tutto nacque da un progetto del vescovo Bregantini

SIDERNO -La “Valle del Bonamico” è una cooperativa agricola di conferimento
che opera da oltre quindici anni nel territorio della Locride. Alla iniziale produzione di frutti di bosco (lamponi, more, ribes) coltivati in serre alle pendici dell’Aspromonte, si sono poi aggiunti i vini e, negli ultimi anni, l’allevamento del maiale nero. La cooperativa (che ha sede legale a Locri) deve il suo nome alla fiumara Bonamico che attraversa il Comune di San Luca.
Si è costituita ufficialmente il 21 ottobre del 1995, per volontà dell’allora vescovo di Locri-Gerace, Giancarlo Maria Bregantini, con lo scopo di creare opportunità occupazionali per i giovani disoccupati provenienti dai centri dove il rischio di marginalità e di devianza mafiosa è molto elevato, partendo dal presupposto
che il lavoro e l’impresa possono rappresentare il rimedio al sottosviluppo ed al malessere sociale della Calabria.

Non a caso, in questi anni, la Valle del Bonamico ha operato in modo significativo nell’inserimento di ex detenuti
e soggetti a rischio delinquenziale.Inizialmente i soci era dipendenti della cooperativa, ma ben presto divennero essi stessi produttori in proprio, svolgendo così la Valle del Bonamico solo funzione di conferimento e commercializzazione dei prodotti, che è avvenuta soprattutto grazie ad una stretta azione di partenariato con la cooperazione agricola trentina.
Infatti il tutto è partito con un percorso di collaborazione con la cooperativa “Sant’Orsola” di Pergine Valsugana,
la quale ha inviato i propri tecnici in Calabria, trasferendo tutto il know-how necessario per iniziare la coltivazione dei piccoli frutti in serra.
Storico presidente della cooperativa è stato Pietro Schirripa. Nel 2010 è avvenuto un avvicendamento: attualmente
a guidare la Valle del Bonamico è Natale Bianchi, ex sacerdote famoso per mille battaglie sociali.