24 maggio 2010- Cinque anni senza Gianluca

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In questa terra di guerra e violenza anche i fiori piangono …

e noi continuiamo a credere che sia rugiada …

Gianluca Congiusta dipinto da Nik Spatari

 

Un uomo non può perdersi

se ha lasciato mille segni di sé, se ha occupato uno spazio,

se lo ha attraversato,

vissuto, goduto, sofferto, se ne ha fatto parte,


se lo ha colmato in tutte le sue dimensioni, in tutte le sue forme.


Un uomo non può perdersi,


se è esistito, se ha lasciato le sue impronte,


se, anche solo per una volta o per cento o per mille,


ha avuto un pensiero e lo ha condiviso, nutrito,


fatto crescere in sé ed esternato.


Se ha amato, se si è imbattuto negli altri,


se ha condiviso le speranze,


se ha avuto idee e se ha creduto in esse.


Un uomo non può perdersi,


se ha occupato la mente e il cuore di un’amica, di un amico,


se lo ha divertito, accompagnato, aspettato, confortato.


Un uomo non può perdersi,


se ha impresso nel suo sguardo il profilo dei volti cari,


il contorno delle cose, il colore delle emozioni vive,


il ricordo della sua sposa, dei suoi figli, dei suoi nipoti.


Un uomo è oltre lo spazio che appartiene alle cose.


È nei pensieri di chi lo ama,


nei luoghi senza contorno della memoria,


ove i ricordi trattengono in sé le emozioni,


ora restituite al dolore e alla costernazione.


Tutti gli spazi, svuotati del tuo sorriso, si colmeranno.


Allora ci sembrerà di imbatterci ancora nella tua figura,


di udire i tuoi passi e la tua voce


e sapremo cogliere i segni della tua memoria.