Mafia, arrestato il boss Domenico Raccuglia.

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Inutile il suo ultimo disperato tentativo di fuga

Mafia, arrestato il boss Domenico Raccuglia. Maroni: “Era di fatto il numero due di Cosa Nostra”

Roma – (Adnkronos/Ign) – Tra i trenta latitanti più pericolosi d’Italia, si nascondeva da quindici anni. Braccio destro di Brusca, è stato individuato a Calatafimi nel trapanese. Tra i numerosi ergastoli deve scontare anche quello per l’omicidio del piccolo Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido perché figlio di un collaboratore di giustizia.

 

Roma, 15 nov. – (Adnkronos/Ign) – Si nascondeva da quindici anni il boss mafioso Domenico Raccuglia, arrestato oggi alla periferia di Calatafimi nel trapanese dalla Sezione ‘Catturandi’ della Squadra Mobile di Palermo. Soprannominato il ‘Veterinario’e originario di Altofonte, era ricercato per associazione mafiosa e altri reati. Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni: ”Era di fatto il numero due di Cosa Nostra”, ha sottolineato il ministro. Anche per il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si è trattato di un ”successo investigativo importantissimo”.

Era tra i trenta latitanti più pericolosi d’Italia e il braccio destro di Brusca. Tra le diverse condanne all’ergastolo da scontare anche quella per l’efferato omicidio del tredicenne Giuseppe Di Matteo. Il ragazzino, sequestrato, ucciso e poi sciolto nell’acido perché figlio di un collaboratore di giustizia. Non appena si è reso conto che erano sulle sue tracce, il latitante ha tentato di scappare su un terrazzo, ma è stato tutto inutile.