Calabria, Marco Militerno, consigliere comunale di San Giovanni in Fiore: “Una piazza col nome di Antonino Scopelliti”

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“Una piazza col nome di Antonino Scopelliti”

Girando per l’Italia spesso ci si imbatte in vie e piazze intitolate ad uomini che hanno dato la vita per lo Stato: Piazza Falcone e Borsellino, Via Pio La Torre, Viale Carlo Alberto dalla Chiesa, ecc.

Mai però il mio sguardo si è soffermato su una targa toponomastica che ricordasse un caduto calabrese, uno dei tanti che, per lo svolgimento dei suoi incarichi, divenne martire suo malgrado di una guerra ancora oggi viva e con uno Stato belligerante in forte difficoltà.

I coniugi Aversa, Gianluca Congiusta, Antonino Scopelliti sono tra i nomi più importanti di una schiera di gente che per combattere la mafia, o solo per dirle no, hanno pagato con la vita il loro coraggioso atto di fedeltà allo Stato e ai loro valori.

Se si pensa poi a chi, oggi, alcune importanti giunte comunali – in modo scandalosamente bipartisan – vogliono intitolare strade in spregio a quello che è stata la storia di tali personaggi, considerando la loro condotta morale e politica negli anni più splendenti delle loro carriere, gente che è dovuta scappare dall’Italia per sfuggire al giudizio del Popolo Italiano, be allora occorre fare una profonda riflessione e ricercare davvero con seria critica e obiettivo giudizio storico le motivazioni di così tali scelleratezze. Nelle sedi opportune magari.

Ad ogni modo ritengo che sia doveroso che anche San Giovanni in Fiore (Cosenza) onori i caduti della mafia in Calabria e lo faccia senza spaccature e strumentalizzazioni. Ritengo che sia importante considerare l’idea di intitolare una strada o una piazza a uno di questi caduti e perchè non farlo nei confronti del giudice Scopelliti. Il giudice Scopelliti fu ucciso il 9 agosto mentre preparava il rigetto dei ricorsi in Cassazione dei condannati per mafia.

Scopelliti era noto per la sua inflessibilità. Ritornava in macchina nella sua Campo Calabro dove stava trascorrendo le sue ferie agostane, quando un’auto con dei sicari lo affianco sparandogli, ammazzandolo . Scopelliti rappresenta una razza di giudice ancora oggi modello per tanti giovani, una razza di giudici a cui appartengono anche Falcone e Borsellino, gente che pretendeva l’affermazione dello Stato sulla prepotenza mafiosa senza se e senza ma.

Il grado di civiltà di una società passa anche attraverso il ricordo della sua memoria storica nella toponomastica di una città.

Se un cittadino romano al proprio figlio che gli chiede, innanzi alla targa Via Bettino Craxi, chi fosse costui si troverebbe come minimo in un po’ di imbarazzo, penso che un cittadino sangiovannese si sentirebbe orgoglioso di poter dire chi fosse Antonino Scopelliti.

Anche i piccoli ogni tanto possono dare lezioni ai grandi. Perchè allora non dedicargli la piazza del municipio, oggi intitolata a Matteotti vittima della dittatura fascista, già titolare della prospiciente via?

Sarebbe un grande gesto di riconoscenza a chi con riservatezza e professionalità voleva restituire le chiavi del sud Italia allo Stato, nonché di generosità nei confronti dei giovani che hanno diritto di conoscere chi sono i veri eroi della società di oggi, con buona pace dei Corona, dei Rossi e dei Kakà.

Marco Militerno, consigliere comunale, a San Giovanni in Fiore, del movimento “Vattimo per la citta”

[Via | La voce di Fiore]