Locri, la famiglia Carbone restituisce certificati elettorali

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Locri, la famiglia Carbone restituisce certificati elettorali

 

 

 

 

ROMA – "Noi, i genitori, la sorella, il fratello di Massimiliano Carbone, dopo 4 anni e 8 mesi dalla sua morte violenta, sentiamo forte la necessita' di impegnare ogni residua risorsa nel chiedere che dopo tanto tempo e dopo tante parole finalmente si riconosca Giustizia alla Memoria di questo ragazzo di Locri".


Con queste parole, indirizzate al prefetto di Reggio Calabria, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tutta la famiglia Carbone ha restituito i certificati elettorali per protestare contro il fatto che, a quasi cinque anni dall'agguato che uccise il giovane imprenditore Massimiliano Carbone sotto la sua abitazione a Locri, quel delitto, come molti altri nella zona, e' ancora impunito. Il 17 settembre del 2004 Massimiliano Carbone, appena trentenne, incensurato e titolare di una cooperativa di servizi che dava lavoro anche a giovani disabili, fu ferito a morte al rientro da una partita di calcetto, da un cecchino che si era appostato dietro un muretto del giardino. Da allora, sua madre, Liliana Carbone, maestra elementare, non ha cessato di chiedere giustizia anche con proteste eclatanti ed e' diventata un punto di riferimento della lotta per la legalita' in Calabria. Questa volta e' tutta la famiglia Carbone ad esporsi in quella che viene definita nella lettera "una protesta civile esasperata" per chiedere che venga dato un nome e un volto all'assassino e al mandante dell'omicidio, dopo che alcuni mesi fa era stata resa nota l'archiviazione del caso.

"Rinunciamo ad esprimere la nostra volonta' di cittadini in occasione delle Europee del 6 e 7 giugno e del Referendum del 21", scrivono i Carbone "in piena coerenza non possiamo sentire nostra L'Europa se ancora a Locri a qualcuno tra i giovani e i bambini vengono impediti i diritti alla Giustizia, agli affetti, al lavoro". E lanciano un j'accuse per "l'attenzione negata al dolore di una famiglia" e " le promesse illusorie di tanti uomini e donne dai nomi importanti, presenze estemporanee per le piazze della Locride e sui media".

 

25 maggio 2009