‘NDRANGHETA/ CALABRESI ACCUSANO: PENE LIEVI, SCARCERAZIONI FACILI

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'NDRANGHETA/ CALABRESI ACCUSANO: PENE LIEVI, SCARCERAZIONI FACILI

Nel dossier Eurispes la percezione di chi vive in Calabria

Roma, 21 mag. (Apcom) – Nel Dossier "'Ndrangheta holding 2008", presentato oggi a Roma dall'Eurispes è contenuta anche una fotografia della percezione che della 'Ndrangheta e del suo potere ha chi vive in Calabria.

. L'Eurispes Calabria ha indagato orientamenti e atteggiamenti nei confronti della 'Ndrangheta sondando l'opinione di 641 cittadini calabresi. Due in particolare le tematiche approfondite: la diffusione del potere delle 'ndrine in Calabria e gli strumenti di contrasto. Su quali siano le principali cause della diffusione della criminalità organizzata i calabresi non hanno dubbi: le pene poco severe e le scarcerazioni facili raccolgono ben il 40,4% degli orientamenti emersi, segnale evidente di una percezione che il mafioso prima o poi riesce quasi sempre a farla franca.

A seguire, l'insufficiente presenza delle istituzioni dello Stato (28,8%) che, con molta probabilità, è diretta conseguenza, secondo la percezione comune, principalmente delle scarse risorse a disposizione delle forze dell'ordine e della magistratura (22,1%) e la difficile situazione economica che vive in questo momento la Regione (27%). Quest'ultima risposta – sottolinea il dossier – in particolare, conferma che una collettività, quale quella calabrese fortemente caratterizzata da elevati livelli di disoccupazione giovanile e da una estesa area di disagio sociale, risulta più esposta alla permeabilità della criminalità organizzata.

Nella graduatoria delle cause scatenanti la diffusione del fenomeno mafioso, stilata dai calabresi, è presente anche il disagio sociale (18,1%), il potere delle organizzazioni criminali (11,4%) e la mancanza di una cultura della legalità (9%).

Secondo i calabresi, quindi, per contrastare la forte presenza della 'Ndrangheta, è necessario, subito, inasprire le pene (28,9%), educare le categorie più a rischio (16,1%) e rafforzare il dispiegamento delle forze dell'ordine sull'intero territorio regionale (16,1%). Ma è inoltre rilevante che un quarto del campione (25,3%) non ha saputo o voluto dare una risposta circa gli strumenti e le strategie da mettere in campo per fronteggiare il crimine organizzato in Calabria.