Una campagna di odio contro i socialisti

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Una campagna di odio contro i socialisti  
Questo il testo dell’intervento pronunciato quest'oggi alla Camera dei Deputati dell’on. Giacomo Mancini dello SDI, al termine delle interrogazioni a risposta immediata termine delle interrogazioni a risposta immediata. 

Signor Presidente, Le ho già scritto per denunciare quanto sia opprimente la solitudine istituzionale e politica di chi tenta di dare il suo contributo per affermare i principi di legalità in Calabria. Le chiedo un supplemento di attenzione per informare Lei e i colleghi della campagna odio di cui insieme al mio partito continuo ad essere vittima. L’ultimo e becero episodio si è verificato sabato scorso a Cosenza nel corso di una manifestazione pubblica. Ho già provveduto a citare in Tribunale coloro che hanno infangato la gloriosa storia del partito socialista, che hanno oltraggiato i nostri tanti elettori e che hanno calunniato i nostri dirigenti. Alcuni di questi “galantuomini” che istillano deliberatamente odio e veleni contro i socialisti sono sotto processo per fatti gravi e gravissimi commessi ai danni delle istituzioni che loro stessi rappresentano. Sono colpevole agli occhi di costoro di condurre una battaglia politica e parlamentare contro l’illegalità e l’immoralità diffusa in Calabria e di essermi schierato contro il comitato di affari trasversale tra i partiti che ha depredato le ingenti risorse pubbliche e che ha stretto una devastante alleanza con la ndrangheta. Ho già subito, come Lei sa, intimidazioni e minacce. Sono stato avvicinato da un direttore di un quotidiano della mia regione che mi ha detto di parlare a nome di un uomo di governo della Regione Calabria che, a detta di quello che mi auguro sia un millantatore, mi avrebbe fatto pagare caro le mie battaglie contro il malaffare e la mala politica. Questo contesto mi allarma. Mi preoccupa la ferocia della criminalità organizzata che prospera nel sistema illegale contro il quale mi sono schierato. Ma temo anche alcuni settori dello Stato contigui con questo sistema: un anno fa un dirigente della Digos, il dottor Alfredo Cantafora, che ancora oggi è in servizio a Cosenza, interferì indebitamente sul sereno svolgimento delle elezioni comunali supportando la campagna di odio contro il mio partito. Mi rammarica, e insieme mi raggela, che l’onorevole Marco Minniti che è vice ministro dell’Interno, non abbia ancora preso le distanze dal clima infame che i dirigenti del suo partito quotidianamente alimentano. Ho rinunciato alla vigilanza dinamica che il Prefetto e il Questore di Cosenza mi avevano assegnato. Continuo a non chiedere nulla per tutelare la sicurezza della mia persona e della mia famiglia. Chiedo solo di poter continuare a lottare contro il crimine e la collusione istituzionale che lo alimenta di cui è ostaggio la mia terra. Se cadrò vittima della violenza delle cosche o delle macchinazioni di settori dello stato ad esse contigui voglio che si sappia che considero responsabili morali delle conseguenze negative per la mia persona e per la mia famiglia chi, ad iniziare dai signori Adamo, Bruno, Perugini, Ambrogio, Guccione e Covelli, quotidianamente innesca questo clima infame contro chi tenta di dare il suo piccolo contributo per far prevalere la legge dello Stato in Calabria.