W l’italia di Riccardo Iacona – Messaggi pervenuti

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w l’italia

di Riccardo Icona

 

Centinaia di messaggi di solidarietà e di indignazione, per quanto succede nella locride,stanno arrivando sul sito e sulla E-Mail mariocongiusta@alice.it E’ stato deciso di pubblicare le E-Mail dopo aver chiesto autorizzazione ai mittenti.Tutti i messaggi pervenuti e che continuano a pervenire,saranno inviati al Presidente della Repubblica,massimo garante della Costituzione,affinché ai calabresi sia reso almeno il diritto alla vita.

 

Vi sento amici amici coraggiosi amici della forza della vita del coraggio della verità
grazie della testimonianza che ho visto in questi minuti
grazie a Riccardoe a voi.
Alessandro M.
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Cari amici,
mi sento solidale con voi.
Ho scoperto in voi una famiglia fiera, bella, dignitosa.
Riccardo Iacona ci ha portato nella vostra casa. E nel vostro cuore.
Grazie
Alessandro
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Abbiamo appena ricordato la storia di un ragazzo coraggioso, vedendo in tv la trasmissione “viva  l’Italia” siamo rimasti incollati al video scossi ed amareggiati non perchè non avessimo mai ascoltato storie simili..Figuriamoci noi viviamo a Napoli e la realtà sociale è praticamente identica.. conoscevamo la storia di Gianluca attraverso i giornali e la tv.Ci ha colpito la forza e il coraggio della sua famiglia di chi lo ha amato e lo ama ancora, di chi non si arrende davanti alle ingiustizie alla cattiveria, alla sopraffazione all omertà alla violenza, di chi lotta affinchè non si dimentichi e non si infanghi la memoria di chi viveva nel giusto e nell’onestà un semplice ragazzo che viveva la sua vita ed una mano cattiva, nera e sporca glel’ ha tolta.E’ una realtà assurda e sono sempre i migliori a rimetterci.La famiglia deve essere forte,sentirsi orgogliosa di appartenere ad un eroe, lottare per la verità come già fanno. è una strada stretta e tortuosa quella che porta alla giustizia ma chi ci crede e lotta la percorre..Il Signore aiuta e sostiene..perchè nel suo regno c’è giustizia ..in questo dove viviamo adesso no!! Condivido appieno le parole del papà di Gianluca sulle leggi e sullo Stato , sono si le parole di un uomo ferito e consumato dal dolore ma esprimono appieno lo stato d’animo di milioni e non centinaia di persone vittime dirette o indirette della mafia della camorra della  drangheta e di tutti ciò che è morte e distruzione fino a quando sentiremo storie così, fino a quando piangeremo di rabbia e di dolore fino a quando le piazze saranno vuote. Forse per molto forse per sempre forse non più???La famiglia di Gianluca non deve sentirsi sola o come la sorella Roberta avere timore di uscire..Non è così perchè il dolore non passa ma si elabora, non si dimentica ma ci accompagna , non ci spegne ma ci cambia non ci consuma ma ci sprona.VIVA LA FORZA VIVA LA VITA VIVA L’AMORE VIVA GIANLUCA1  

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Egregio Signor Congiusta,
per me è stata una emozione forte vedere che Lei aveva commentato il mio articolo. Ho visto solo venerdì scorso la trasmissione di Iacona che trattava anche la Vostra storia. L’avevo registrata perchè martedì 17 lavoravo di notte. Ho scrutato bene tutti i volti che hanno attraversato la trasmissione. So che quei volti, i vostri volti, mi appartengono. Io abito a Bologna, ma sono originario di Caserta, e tutta la mia famiglia abita ancora lì. La morte, in Campania e in Calabria, è spesso una presenza più viva delle persone vive che vi abitano. Questo non so accettarlo. Neanche se vivo a Bologna. Questo non lo voglio accettare. A volte mi maledico, come maledico una vita sociale, fatta di infinite corse, che non ci fanno dedicare il giusto tempo alle cose più importanti. Io solo a ventotto anni mi sono finlamente iscritto all’università. E me la pago con il lavoro. Certo, il cinema è la mia passione. Ma neanche questo puù bastarmi. Se un uomo davvero si guarda dentro sa che la salvezza personale non può bastare. E soprattutto la salvezza personale non esiste. Non nel mondo moderno. Farò qualche esame in meno, ma nel mio piccolo spero vivamente di trovare l’energia necessaria da dedicare a battaglie come la Vostra.
Dopo aver visto W l’Italia Diretta, la mai rabbia ha asciugato le mie lacrime, perchè non ci si può neppure limitare alle lacrime. Ho scritto questo articolo solo grazie alla vostra forza. Una forza che sento ancora crescere. Spero tanto di avere altre possibilità d’intervento, per sentirmi ancora Uomo. Le assicuro che contatterò il Vostro sito frequentemente, e che qualsiasi cosa possa essere un intervento utile, io possa esserne parte. Se lo può ritenere opportuno, mi contatti quando vuole direttamente. Le sono grato di avermi insegnato tanto. Sono bastati pochi minuti. Bastava guardarla negli occhi. Bastava sentire le poche parole che ha potuto dire.
Un abbraccioa a Lei e a tutta la sua famiglia,
Spartaco.

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Caro signor Mario,

mi scuso per non aver trovato il tempo per scriverLe prima, ma una brutta influenza fuori stagione ed il conseguente lavoro arretrato mi hanno tenuto lontano dal mio pc, ho solamente  voglia di salutare Lei e la Sua splendida famiglia e spero prima o poi di avere il “coraggio” di parlare con Lei al telefono;
ieri sera ho seguito la trasmissione, e la Sua profonda indignazione (che è anche la mia), nei confronti di uno “stato” e della presunta società civile indifferenti (la piazza vuota incuteva molta tristezza);  nonostante tutto sono ottimista, e la cattura degli assassini di GIANLUCA ne è una valida prova; resto convinto che i giovani della nostra meravigliosa terra (sicilia e calabria non sono poi così diverse) e tutti noi riusciremo a cambiare lo stato delle cose;
personalmente continuerò a seguire e sostenere la Sua battaglia, che è prima di tutto un esempio di civiltà
Cordialmente la saluto

A. B.

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Sono rimasto molto colpito dalla trasmissione di ieri sera a RAI3. Il racconto del padre, i volti persi nel nulla, gli occhi pieni di lacrime della sorella, … l’ipocrisia di tutte le classi dirigenti italiane… il dramma incredibile che avete subito… Qui dalla nebbiosa ed umida pianura padana ci piacerebbe fare qualcosa per aiutarvi a risollevare le drammatiche condizioni della “terra di nessuno”, anzi “terra in mano alla mafia” che ormai è la regione Calabria. Che fare ? Per ora, aver avuto la possibilità di sentire la vs.testimonianza nella bellissima conduzione di Riccardo Iacona di ieri sera, è già qualcosa. Conoscere è molto meglio che ignorare. Un forte abbraccio da Pavia.
A proposito, io ho avuto in classe (nelle superiori) il fratello di Casella, sequestrato nella vs.regione ed ho conosciuto in prima persona il dramma di quei terribili mesi, speriamo che queste schifezze non succedano mai più !!!

Daniele Zanardini

 

(Pavia)

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Egregio Sig. Congiusta
mi chiamo T. R. , sono di Gioiosa Jonica sup. e sono stata per cinque anni compagna di classe di Gianluca presso l’istituto Tecnico per il Turismo.E’ da molto tempo che avrei dovuto e voluto scriverLe, ma non riuscivo a trovare le parole giuste per esprimere il mio cordoglio e la mia rabbia per quanto accaduto. Da lontano, attraverso i media, ho seguito la vicenda di Gianluca, da lontano ho pregato che il mistero di questa vicenda potesse risolversi; fra le mille persone, anche io ero lì a dare l’estremo saluto al mio compagno.Pensavo che la mia voce fosse una fra tante, in fondo chi sono io? Una semplice madre, moglie e insegnante che cerca di portare avanti gli ideali e i valori che animano il mio cuore e la mia mente; finché, dopo il programma andata in onda ieri sera tanta è stata la mia indignazione nel vedere la piazza vuota intorno al giudice Gratteri, ma enorme la stima che ho avvertito verso Lei e la Sua famiglia. Ora ho capito da chi ha preso Gianluca, da questo Padre che non ha mai mollato, non ha mai perso la sfiducia, Da questo Padre che è un esempio  per tutti i calabresi onesti . Il vuoto che ha lasciato Gianluca nel Suo cuore penso non potrà mai essere colmato, ma sicuramente da lassù, è orgoglioso DI ESSERE SUO FIGLIO.

con affetto e simpatia T. R.

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Sig. Mario e famiglia,

sono cittadino di questo mondo,(ancora e sempre italiano anche se in diverse occasioni avrei buttato il mio passaporto alle ortiche) originario di Como ma vivo una vita in Germania in un paesino in collina e a 17 km dal Reno (cioé da Bingen)lontano dal frastuono e stress della vita di oggi.
Ho lavorato da giovane come perito industriale in Italia  e ultimamente come funzionario in Germania per conto di una multinazionale italiana.
Attualmente sono in pensione e a ritroso vedendo la trasmissione sono piú che convinto che la cultura mafiosa ha preso piede attraverso l’economia, la politica, le istituzioni e ovunque, sia come comportamento gestionale, nepotismo,riciclaggio di personaggi poco trasparenti, ecc..
Ebbene sia dell’esperienza italiana (Breda Locomotive nel lontano ’62 come prima esperienza, Pirelli, Techint poi)che tedesca con ditte italiane,Düsseldorf e Francoforte, posso dire che sono stato sempre confrontato mio malgrado,con persone e organizzazioni a dir poco, poco corrette e concludendo in covi di vipere estremamente velenose, mafiose e riconducibili alla ns.cultura e dove la religione ha avuto anche le sue responsabilitá!

Il combattere quell’idea malefica richiede sostegno e come padre che ha perso pure un figlio in altre circostanze, desidero esprimerle la miasolidarietá.

Coraggio!

O. G.

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Gent.mo Sig.  Congiusta,
Le scrivo la presente, per esprimerLe il mio più sentito grazie per quanto ha coraggiosamente detto ieri sera durante la trasmissione W l’Italia. Ha messo a nudo le cose più aberranti che accadono in questo nostro paese cosidetto “civile”, che civile non è……anzi, tutt’altro. Il suo coraggio e quello della Sua famiglia è da esempio per tutti gli italiani e non solo per i calabresi. Se tutti noi avessimo il Suo coraggio e la Sua determinazione, e non ficcassimo la testa sotto la sabbia, come gli struzzi forse, qualcosa pian piano camberebbe per tutti noi. Purtroppo, come giustamente diceva Sua figlia, nella toccante lettera inviata alla trasmissione, ognuno di noi, pensa, a torto, che certe cose, a noi non accadano mai. La nostra bella patria Italia, è diventato un  immodezzaio di corruzione e malaffare, dove la gente onesta, viene sopraffatta dalle più perverse e diaboliche istituzioni antistato!!!!(E’ da vedere se lo Stato c’è, come Lei giustamente diceva). Se Le può essere di conforto, posso dirLe che, non solo in Calabria, sono radicate nel tessuto sociale determinate organizzazioni, ma in tutto il tessuto sociale italiano. Alle volte, apparentemente, mi sembra di vivere in un luogo sano, ma poi guardandomi attorno, mi accorgo che ciò non  è vero, anzi. Da noi non cè ancora la lupara, ma vi sono altre forme di violenza sottili ed insidiose, che purtroppo stanno minando il tessuto sociale. Comunque Le posso dire, che il sacrificio di Suo figlio Luca, non è stato inutile, in quanto ha smosso le coscienze, addormentate in quel silenzio omertoso che il popolo italiano, e non solo i calabresi, usano come arma di difesa. Atteggiamento sbagliato e controproducente, per i giovani di domani, che si troveranno ad affrontare quest’immondezzaio senza difese, destinati a soccombere e credo a non avere più alcun punto di riferimento per il proprio futuro. Continui a lottare senza paura, perchè ha tanta gente vicina, anche se territorialmente lontana, e vedrà che Luca da Lassù, sorriderà perchè vedrà che il sacrificio della sua vita terrena, ha dato i frutti sperati.

Grazie ancora, a nome di tutti gli Italiani onesti.

Un  affettuoso e sincero saluto a Lei ed a tutta la Sua famiglia. claudio

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Salve  Sig. Mario.Io abito vicino a Milano e la vostra realtà qui sembra così lontana, qua ci sono i colletti bianchi diciamo che qua c’è la succursale perbenista
Delle organizzazioni criminali, lavorano in borsa e frequentano salotti della Milano bene.
Mi capita per motivi di lavoro di venire al sud e ogni volta che torno sono sempre più carico di rabbia di rancore e anche di odio.
Non so come si possano risolvere gli innumerevoli problemi che abbiamo in meridione io non ho le capacità ma soprattutto non ho il potere di cambiare le cose.
L’unico potere apparente che ci danno  è un, voto la chiamano democrazia rappresentativa. I politici decidono senza interpellarci e tutto passa su di noi e non possiamo fare nulla.
Caro Sig. Mario noi andiamo a votare delle facce e non uomini  di alto valore morale,d’altronde nel palazzo abbiamo diversi pregiudicati.
Forse il primo intervento è proprio eliminare tutti i pregiudicati presenti in parlamento, secondo l’otto per mille che si da alla Chiesa deve essere convogliato alla lotta contro la criminalità organizzata, la Chiesa ha già le
sue ricchezze con il banco di IOR  con le loro speculazioni finanziarie chissà I milioni di euro che arrivano alle loro casse, terzo punto visto che si spendono milioni di euro per guerre di terrorismo perché non cominciamo una guerra alla mafia A livello globale, quindi occupazione militare con forze speciali e cercare casa per casa quei delinquenti che sono la vergogna del nostro bellissimo paese, per ridare il sud e l’Italia alle persone oneste e operose come lei.
Caro Sig. Mario tutto questo non si fa perché le organizzazioni criminali portano milioni di dollari nelle borse e nelle banche di tutto il mondo proteggono e comprano
Finanzieri politici e potenti di ogni sorta. E’ necessario colpire i potenti
più sono potenti più sono corrotti.

Un’ abbraccio caloroso a lei e alla sua famiglia.

Oscar

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Ciao Mario, ho seguito la puntata di ieri di W l’Italia dalla redazione dell’agenzia AGI in cui sto facendo lo stage estivo, qui a Roma.Volevo solo dirti che come al solito le tue denunce sono state molto dirette ed efficaci. Penso che abbiate fatto la scelta giusta per mantenere vivo il ricordo di Gianluca. Insomma, quest’email e’ solo per dirvi che vi sono vicina nello spirito. un abbraccio.

Raffaella

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Egregio Sig. Congiusta,
anche io ho sentito vibrare i polsi ascoltando la Sua accorata
richiesta di giustizia per il terribile assassinio di Suo figlio
Gianluca.
Non conoscevo la storia di Suo figlio, né quella della Sua famiglia,
o, più semplicemente, non la ricordavo.
Sono stato sempre molto sensibile al tema della legalità e della
giustizia, in particolare nelle regioni d’Italia dove la criminalità
organizzata detta le proprie leggi e tiranneggia sulle popolazioni
locali.  
Io sono fermamente convinto, dopo aver visto la trasmissione W l’
Italia e dopo aver raccolto negli anni una valanga di informazioni
sullo stato della giustizia nel sud, che la cronica mancanza di volontà
politica sia all’origine di tutti i mali.
Come si fa a mandare allo sbaraglio dei poveri P.M., alle prime
esperienze, in una procura di trincea come quella di Locri? Com’è
possibile che un magistrato debba pagarsi la carta per le fotocopie?
Perché non si costruiscono tribunali nuovi ed efficienti, mentre ci
sono i sodi per finanziare mille altre cose inutili?!
In questo Paese mi sembra vada tutto al contrario.
Aumenta la criminalità? Il Parlamento vara l’indulto! Le carceri
scoppiano? Qualche parlamentare propone di abolire l’ergastolo! Manca
solo che si istituisca un premio per chi commette reati e la quadratura
del cerchio sarà perfetta.
Lei nella presentazione del sito dice che vuole usare l’arma della
Cultura.
Ed ha ragione, ma secondo me non basta.
Per prima cosa la Calabria, il Sud, l’Italia, dovrebbero avere dei
governanti dotati della volontà di risolvere i problemi.
Poi occorrerebbero leggi severe, non sconti, premi e pentitismo un
tanto al chilo.
Le forze dell’ordine dovrebbero essere davvero tali. Massicciamente
presenti sul territorio e senza timore di andare sotto processo per
aver torto un capello a qualche delinquente!

A questo punto dovrebbe cominciare un’operazione di pulizia a tappeto.
Stanare i criminali, tutti, dal primo all’ultimo. Processi rapidi
(anche con Tribunali speciali) e poi GALERA! Tanta, tanta galera.
Galera certa, senza privilegi, comfort e agevolazioni. Non
dimentichiamo che la pena è nata come misura afflittiva, come male
inflitto a chi commette il male.
E’ a questo punto che la Cultura dovrebbe cominciare a svolgere la sua
opera di recupero e risanamento del tessuto sociale.
Se non ci si libera degli assassini, dei criminali e di tutti i loro
fiancheggiatori, come si può rinascere a nuova vita?
Ma la piazza vuota di Riccardo Iacona cosa ci dice? Che la gente ha
paura! E se la gente ha paura come si può sperare che la Cultura
instilli sicurezza e coraggio?
Se non ci liberiamo della presenza fisica dei criminali come si può
pretendere che i giovani, gli adulti, le persone oneste si facciano
avanti?!
Per costruire una casa nuova bisogna liberarsi delle macerie di quella
crollata, altrimenti si incespica e si cade.
Sig. Congiusta, il Suo appello è sacrosanto. Quante volte mi sono
domandato: ma perché non c’è la volontà politica di estirpare la mala
pianta criminale? La risposta è introvabile.
Qui a Milano dove vivo e lavoro la stazione centrale delle ferrovie è
presa d’assalto da ladruncoli e borseggiatori. Sono sempre gli stessi e
sono tutti rom.
Sono sempre lì. E’ il loro territorio di caccia.
In un Paese serio ciò non accadrebbe. Non sarebbe tollerato. Da
nessuno.
Qui in Italia, invece, accade che la legalità è un optional, un
argomento di cui discutere sbracati sul sofà, ma guai a volerla mettere
in pratica.
Sono anche io del Sud, ma di una regione (il Molise) in cui, per
fortuna, la criminalità è una bestia lontana.
Ma mi sento ugualmente sfiduciato e sconfitto. Impotente.
E al tempo stesso tanto arrabbiato. Arrabbiato perché questo nostro
Paese non si ama, non ha rispetto per sé stesso.
Cosa possiamo fare? Non lo so. Forse non voglio neppure saperlo.
Al diavolo l’Italia!
A lei e alla Sua famiglia la mia più sincera e forte solidarietà e l’
augurio di poter guardare fiduciosi al domani.

Cordiali saluti, V.D.

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Caro Sig. Congiusta,

sono un ragazzo di 28 anni, di Bagheria in provincia di Palermo, per meglio
intenderci il paese dove viveva buscetta (la sorella stava al terzo piano
del mio palazzo), dove si è nascosto provenzano e dove ha fatto i suoi
migliori affari l’ingegnere aiello.

Ho visto la puntata di W ITALIA (stupenda) ,purtroppo, del resto lo sapevo
già, ho notato che la Sicilia e la Calabria sono due faccie della stessa
medaglia, in queste due regioni fantastiche non esiste lo stato ma
l’antistato anche se a dire il vero non si è capito se lo stato è la mafia.
Nelle sue parole ho visto la voglia di lottare, ho visto la rabbia che tutti
noi dovremmo avere ma, ahimè, ho anche notato che è solo, la gente ormai si
è rassegnata, ha capito che lo stato non farà mai niente per loro, ha capito
che è meglio subire che morire.

La sicilia non diversà dalla calabria, ciò che accade da noi accade da voi,
la gente ha paura, io tante volte ho cercato di ribellarmi a tutto questo ma
l’ignoranza e la mafia sono più forti; alla fine ho deciso di andare al
nord, qui la mafia non è radicata come da noi al sud, esiste ma non riesce
ad invadere le famiglie, è vero che è sempre Italia e che ognuno cerca
sempre di fottere l’altro ma è anche vero che la gente qui ha ancora dignità
e per dignità intendo dignità del lavoro e del rispetto, non sempre, delle
istiuzioni.

Io ho un’idea chiara su cosa bisognerebbe fare giù da noi ma se la esprimo
passo per eversivo e per violento ma io sò bene che non è così;
caro Sig. Congiusta
non vedo altra soluzione se non quella di metterci le pistole e
fucili in mano e andare noi a combattere questi pezzi di merda, ucciderli
uno ad uno e fargli sputare sangue dalla bocca.

Qualcuno dirà: “con la violenza non si risolve niente“, io invece dico: “in
questi casi, senza lo Stato che ci aiuta, in una terra dove vige la legge
del più forte, in una terra dove siamo soli, non ci resta che combattere”


Con tanto rispetto, tanta gioia nell’aver avuto la possibilità di comunicare
con il padre di un grande uomo, Sig. Congiusta Le porgo i miei più cordiali
e distinti saluti a Lei e alla Sua famiglia.

N. R.

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Signor Congiusta,
sono Angela, ho 25 anni e le scrivo da Torino…
Ieri  sera ho seguito il programma di Iacona su Rai Tre e mi sono emozionata  molto quando lei ha parlato della vicenda di suo figlio…
Potrei  scriverle tante cose, ma so che nulla potrebbe riuscire a colmare il  senso di vuoto che questa brutta storia ha creato nella sua vita ed in quella dei suoi cari…
Sono qui a Torino da ormai quasi un anno e quando si parla di Calabria, sento il cuore che mi si gela… eh si Signor Congiusta, anch’io sono una calabrese e soffro tanto per la profonda assenza dello Stato nella nostra terra…
…niente e nessuno potrà restituirle suo figlio, ma sono sicura che Gianluca da lassù è orgoglioso di lei e della sua famiglia…
…l’abbraccio forte
forte….
Con affetto,
Angela.

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Buongiorno Sig. Congiusta,
ho ascoltato la sua testimonianza, sincera, pulita e
piena di rabbia, quella rabbia che risiede in molte
persone, ma che molti di noi non usano, se non per
alimentare ulcere o mali vari.
Sarei un uomo fiero ad avere un papà come Lei, così
come vorrei che il mio papà guardandomi dalla sua
postazione nel cielo sia fiero di me.
Ho testimoniato su Ustica ed il Mig Libico, non ho
ottenuto nessuna giustizia. Oggi mi trovo ancora a
cercare di testimoniare su brogli nel settore
emergenza ambientale, ma non si riesce neanche ad
entrare in Procura.
L’abbraccio con affetto e simpatia
Le sono vicino

M. M.
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Salve,
mi chiamo Gianfranco Calderone, domani compirò 38 anni (tragica coincidenza, per il giorno del mio compleanno, in quanto, i ricordi corrono subito alla strage di Via D’Amelio…) e vivo in provincia di Messina (vicino a Barcellona Pozzo di Gotto, cittadina non proprio “tranquilla”), anche se son nato e cresciuto a Bolzano.
Ieri sera, ho seguito come sempre W L’Italia e sono rimasto particolarmente colpito dalla lettera di Roberta… mi sono commosso, e talmente immedesimato nel suo dolore… nel vostro dolore…
Sono persone come voi, come Roberta, come il povero Gianluca, come la sua famiglia tutta, che fate grande la Calabria e l’Italia intera…
spero in cuor mio, che la morte di Gianluca non rimarrà vana e che finalmente possa arrivare un giorno, in cui davvero tutte gli animi delle persone, potranno dire no all’illegalità.
Vi abbraccio con sincero affetto…
cari saluti da
G. C.

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a presto nuovi messaggi

La Famiglia Congiusta,unitamente allo staff di Riccardo Iacona ringraziano quanti hanno mandato e manderanno messaggi ed E-mail.

GRAZIE DI CUORE



nella foto da sinistra Riccardo Iacona,Mario Congiusta,Maurizio Amici(regista)

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